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AUTOSTRADA A1 MILANO NAPOLI Ampliamento alla 3a corsia nel tratto compreso tra Barberino di Mugello e Firenze Nord

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SPEA ENGINEERING spa

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IL MONITORAGGIO DELL'ASSETTO FISICO DEL TERRITORIO

 

Aspetti generali

L’attività di monitoraggio relativa alla componente Assetto Fisico del Territorio ha lo scopo di individuare e monitorare, attraverso attività periodiche di lettura della strumentazione installata, potenziali condizioni di interferenza delle opere autostradali sulla stabilità del territorio e dei versanti. Particolare attenzione è ovviamente rivolta a quelle aree ritenute di interesse ove insistono ricettori su cui attivare controlli.

In particolare, la definizione dei siti da sottoporre a monitoraggio passa attraverso due momenti salienti:
- individuazione delle “aree sensibili”, definite sulla base della propensione al dissesto associabile ad ogni litologia attraversata;
- individuazione delle tipologie di “opere sensibili”, ossia potenzialmente soggette ad influenzare le condizioni di stabilità dei versanti.

Dalla sovrapposizione delle “opere sensibili” su “aree sensibili” si individuano le aree da monitorare a cui viene attribuito un diverso grado di dettaglio ed estensione.

Per analizzare la possibilità di interazioni tra progetto ed aspetti geologici del territorio interessato, è fatto riferimento all’assetto geomorfologico dei versanti, con particolare attenzione a tutte le forme di versante dovute alla gravità individuate, ed all’assetto idrogeologico, con particolare attenzione agli acquiferi incontrati, alle falde presenti e loro opere di captazione, alle acque sorgive.

Del contesto geologico gli aspetti geomorfologico ed idrogeologico rappresentano la più alta sensibilità di un territorio.

Gli aspetti idrogeologici e geomorfologici, inoltre, riassumono e sintetizzano gli altri elementi caratteristici della geologia dell’area, quali litologia, rapporti stratigrafici, assetto geostrutturale, acclività, circolazione idrica sotterranea, ecc. e le loro diverse combinazioni possono innescare fenomeni gravitativi od escludere che questi si verifichino.

Sono considerate opere sensibili, e dunque potenzialmente interferenti con il territorio circostante, le seguenti categorie:
- Opere di imbocco delle gallerie (IG);
- Gallerie parietali e/o a debole profondità (GP);
- Spalle dei viadotti (SV);
- Settori a mezzacosta (TM).

Per giungere alla definizione di siti di monitoraggio, le aree interessate dalle opere in progetto (trincea, viadotto, rilevato, mezzacosta, galleria) sono accorpate in gruppi aventi analoghe caratteristiche geologiche (litologia), morfologiche (acclività), strutturali, geotecniche, idrogeologiche e fisico-meccaniche, e classificati con uno specifico valore. Si è fatto inoltre riferimento al rischio di innesco di fenomeni gravitativi in seguito all’esecuzione degli scavi provvisori e definitivi sia nei terreni instabili (a scadenti caratteristiche geotecniche), caratterizzati dalla presenza di corpi franosi per i quali esiste la possibilità di una riattivazione, sia in terreni con bassa propensione al dissesto, laddove però si attuano azioni di progetto tali da determinare mobilizzazioni di versante.

Oltre ai siti di monitoraggio così individuati vengono considerati anche i tratti a bassa copertura delle gallerie naturali dove sono previste attività di monitoraggio finalizzate a:

• valutare l’entità e l’ampiezza di fenomeni di subsidenza conseguenti dallo scavo in galleria, mediante pilastrini con mira ottica ed estensoinclinometro;
• valutare eventuali cedimenti indotti (e conseguenti danni) sui recettori sensibili posti all’interno o in prossimità delle fasce d’influenza, mediante miniprismi sugli edifici, vibrografi ed inclinometri installati in prossimità dei fabbricati.

Dopo l’individuazione delle aree  da monitorare, si determinano le sezioni su cui eseguire misure geotecniche. In particolare l’attività di monitoraggio tiene conto dei seguenti periodi:
ante operam: identifica condizioni del territorio prima dell’inizio di quelle lavorazioni che in qualche modo possono incidere sulle condizioni di stabilità dei versanti;
- corso d’opera: identifica esclusivamente il periodo di esecuzione di una specifica opera che ricade in un’area instabile o potenzialmente instabile;
post operam: identifica il periodo di tempo successivo alla fase di corso d’opera e ci si riferisce alla condizione del territorio al termine delle lavorazioni.

Si ricorda che le opere in progetto sono soggette ad uno specifico piano di monitoraggio geotecnico con il quale l’attività geotecnica di superficie della componente assetto fisico del territorio si va ad integrare. Il primo ha tempistiche e definizioni molto più complesse che sono prettamente legate alle fasi esecutive dei lavori, mentre l’attività di monitoraggio in superficie ha lo scopo di verificare e controllare il comportamento areale dell’ammasso nell’intorno delle strutture individuate come potenzialmente critiche.

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